CENNI STORICI

Il gatto siberiano sa essere un buon animale da compagnia, fedele e socievole. Ecco cosa dovresti sapere se decidi di allevarne uno in casa.

Quando si pensa al gatto siberiano, la prima immagine che viene in mente è quella di un gatto dal pelo rossiccio e folto, amante del freddo.

Originario della Siberia, questa razza si è diffusa in Italia solo poche decine di anni fa. Andiamo a scoprirne la storia e le principali caratteristiche fisiche e comportamentali.Anche sul gatto siberiano le leggende si perdono nel tempo. Alcuni narrano che le sue origini siano da rintracciarsi tra i gatti selvatici della taiga e che durante il Medioevo fossero i protettori e i custodi dei monasteri in Siberia.

Il gatto siberiano come lo conosciamo oggi nasce probabilmente dall’incrocio di gatti locali con i gatti portati da alcuni coloni nella Russia Siberiana, nel corso del sedicesimo secolo. Altre teorie, in voga soprattutto in Russia, sono basate su antiche testimonianze scritte, risalenti al diciassettesimo secolo, che lo chiamano “gatto Bukhara” (regione dell’Asia Centrale lungo la via della Seta, nell’odierno Uzbekistan). La probabilità che i coloni fossero entrati in contatto coi mercanti centro-asiatici è concreta, come pure è possibile che avessero notato immediatamente l’utilità di questo gatto nella caccia al topo, vero flagello di quei tempi.

D’altro canto, alcuni studiosi e ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che questa sia stata la prima specie a pelo lungo presente al mondo. Una origine assai più antica della colonizzazione russa della Siberia.

Gatto siberiano: aspetto e dimensioni

Il gatto siberiano, provenendo da una regione fredda, si è dovuto adattare al clima rigido irrobustendo la sua folta pelliccia.

Il corpo è particolarmente muscoloso e questo lo rende agile e dinamico nei movimenti, anche se la femmina tende ad essere più pigra. Essendo un gatto di taglia grande, il maschio raggiunge i 7-9 kg di peso, mentre la femmina dai 4 ai 6 kg. Tuttavia lo sviluppo completo non avviene prima dei 5 anni, un tempo abbastanza lungo rispetto alla media.

Le zampe del gatto siberiano sono tonde e ben piantate per terra, ricoperte dai peli per proteggersi dalla neve e per non sprofondare. La testa è proporzionata rispetto al resto del corpo, gli occhi sono grandi e possono essere di diversi colori, dall’ambra al blu o al verde. Ha molti aspetti di tipo morfologico in comune con un altro gatto nordeuropeo, il gatto delle Foreste Norvegesi.

Il mantello è idrorepellente e il pelo è semi-lungo per tutto l’anno. È un gatto ipoallergenico, quindi l’ideale per chi soffre di allergia ai gatti. Difatti le sue ghiandole sebacee non riescono a produrre la proteina Fel d1 che viene rilasciata comunemente sul pelo durante la pulizia quotidiana. È proprio questa proteina a scatenare le reazioni allergiche in noi esseri umani.

Sono ammessi tutti i colori, dal classico rosso tigrato al nero, ad eccezione del lilac, cioccolato, cinnamon e fawn. I gatti siberiani a colorazione “colorpoint” a motivo siamese, cioè con le estremità più scure del corpo, sono chiamati Neva Masquerade. Col tempo sono stati riconosciuti come razza “sorella” del gatto siberiano.

Carattere gatto siberiano: un selvatico “addolcito”

Il gatto siberiano ha conservato in parte il suo istinto selvatico. Indipendente e solitario, buon cacciatore, ama socializzare e lasciarsi coccolare. È molto legato alla famiglia e al territorio in cui vive, tanto che nel passato alcuni lo usavano persino come “gatto da guardia”.

Tende ad affezionarsi in particolare ad una sola persona, di cui diventa il compagno e guardiano fedele, ma in generale è abbastanza affettuoso con tutti. Se allevate un siberiano in casa, state pur certi che ve lo ritroverete in ogni stanza. Alcuni ritengono che il carattere ricordi per molti aspetti quello di un cane.

Negli anni con la selezione il carattere si è andato via via addolcendo, per adattarsi ad uno stile di vita completamente diverso da quello di un tempo. Oggi viene addirittura utilizzato come animale da pet therapy, aiutando le persone in difficoltà nei contesti sanitari e ospedalieri.